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lunedì 3 marzo 2014

La Germania vuole Italiani




La domanda di lavoro in Germania è altissima: stime ufficiali parlano di un milione di posti di lavoro  a disposizione. E’ quanto sostiene in un’intervista al Corriere Peter Barnefske,  direttore della società di selezione Phoenix Gir con sede a Monaco di Baviera. Noi Italiani potremmo a questo punto fare spallucce e al massimo commentare con un “beati loro” se non fosse che questa notizia che ci riguarda. Sì, perché secondo Barnefske le aziende tedesche hanno tutto l’interesse ad assumere candidati italiani, anzi, sono desiderose di strappare alla terra d’oltralpe le sue menti migliori, laureate e non. Le ragioni? I Tedeschi credono che gli Italiani siano dei lavoratori “smart”, ovvero brillanti, intelligenti, svegli. Ne apprezzano la professionalità, il modo di lavorare, la mentalità. In più li ritengono risorse facilmente inseribili perché non hanno bisogno di permesso di lavoro e possono contare sulle loro reti sociali già presenti sul territorio. Un’opinione che si discosta parecchio dallo stereotipo del lavoratore italiano inaffidabile e fanfarone, che talvolta ancora oggi ci perseguita all’estero. Dalle parole di Barnefske sembra invece che la Germania stia corteggiando i talenti italiani: “Sappiamo che la fuga dei cervelli è temporanea. Ne teniamo conto per offrire stimoli in più per trasferirsi in Germania, puntando sul fatto che qui avrebbero più opportunità di fare carriera e condizioni di lavoro gratificanti. Le aziende con cui abbiamo a che fare non propongono stage, anche perché sanno che ce ne sarebbero altre pronte ad offrire contratti veri e propri”.
Le figure più ricercate dalle aziende sono ingegneri  ed esperti di information technology ma anche infermieri, medici, artigiani e personale per le strutture alberghiere.
Un impedimento può essere rappresentato dalla lingua. Si sa che il tedesco  è un idioma ostico, che non si impara in fretta, ma il direttore della Phoenix Gir rassicura gli animi: “Teniamo in considerazione i candidati con un livello A2 (capacità di espressione basilare in contesti quotidiani) documentato o valutato in sede di colloquio. Poi siamo noi a suggerire i corsi, anche online, per migliorare. Il Fondo Sociale Europeo finanzia scuole che offrono lezioni intensive a basso prezzo: qui se ne trovano a un Euro all’ora”.

domenica 2 marzo 2014

Schwarzwälder Kirschtorte, la Torta della Foresta Nera

schwarzwalder kirschtorte torta foresta nera
La Schwarzwälder Kirschtorte (torta della foresta nera) è una delle torte più conosciute al mondo; nonostante non sia un dolce tipico della cucina bavarese, la si può gustare anche a Monaco di Baviera, comodamente seduti in una qualsiasi Konditorei del centro storico.
La Schwarzwälder Kirschtorte altro non è che un dolce alla panna e al cioccolato; la torta si presenta al nostro palato come un sovrapporsi di diversi strati di pan di Spagna al cioccolato farcito con panna montata e ciliegie; la torta è poi ricoperta su tutti i lati con un ulteriore dose di panna montata ed è decorata con ciliegie sciroppate e con scaglie di cioccolato.
In alcuni paesi europei come Svizzera, Austria e Italia settentrionale, nella Schwarzwälder Kirschtorte sono utilizzate le amarene al posto delle ciliegie.
La ricetta tradizionale include l’impiego del Kirschwasser, un liquore alla ciliegia simile al brandy, ma può essere sostituito dal rum o omesso del tutto.
Come spesso accade, la storia sull’origine non è sempre chiara e verificabile. Così lo è anche per la Schwarzwälde che, oltre ad essere un ottimo dessert, è anche l’area montuosa situata nel Land tedesco del Baden-Württemberg.
Questa ricca zona è nota, tra le altre cose, per i suoi ciliegi che in passato venivano piantati dalle coppie di sposi appena uniti in matrimonio.
torta della foresta nera
Una delle versioni più popolari della storia dell’origine della Schwarzwälder Kirschtorte vuole che essa sia stata inventata nel 1915 dal titolare del Café Agner di Bad Godesberg, Josef Keller. Di fatto, la prima apparizione della ricetta in un testo di cucina risale agli anni 1930 e la sua popolarità al secondo dopoguerra.
Inoltre si pensa che il nome della torta sia proprio ispirato al costume delle donne della Foresta Nera: l’abito femminile tradizionale è nero come il cioccolato, la camicetta bianca come la panna e il copricapo presenta poix rossi come le rosse ciliegie.
Un’altra curiosità: il copricapo con i pallini rossi abbellisce il viso della ragazza nubile, quello con i pallini neri si poggia sul capo della signora sposata!

Würstel e crauti

Il würstel, diminutivo di würst, il termine tedesco che indica la salsiccia, è una varietà miscela di carne suina (35%), bovina (20%) e grasso suino, oltre a sale e spezieI crauti, cotte al vapore. 
I crauti sono un ortaggio molto coltivato in Germania, simile al cavolo cappuccio, e sono un elemento base nella tradizione gastronomica tedesca.
La vendita dei würstel viene tipicamente fatta lungo le strade e nei centri storici in abbinamento a un panino e a salse di vario tipo (ketchup, maionese, senape) oltre che ai crauti, un must della cultura tedesca.
I crauti vengono preparati con striscioline sottili (“a julienne”), con olio e cipolla e vino, facendo soffriggerli a fuoco lent0 per un paio di ore.
 Esistono diversi modi di preparare i würstel; alcune varietà vanno gustate crude e fredde. Si possono mangiare insieme a un panino oppure si possono utilizzare freddi come ingredienti di insalate fredde di pasta o di riso). Altre varietà vanno consumate calde, in genere previa immersione in una pentola piena di acqua molto calda per circa 8-10 minuti o è possibile scaldare i würstel nel forno a microonde o in padella.
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I pretzel

Il  pretzel (conosciuto come Brezel in tedesco, a volte anche Brezn o Breze) è un tipo di cibo cotto a base di pasta con sapori salati o dolci.
La forma pretzel è una forma simmetrica con le estremità di una lunga striscia di pasta intrecciata. 
Ci sono numerose testimonianze sull’origine del pretzel così come l’origine del nome.
Hanno una formazione cristiana e sono stati inventati dai monaci. Nel 610 dC  un monaco italiano invento’ i pretzel come ricompensa per i bambini che imparano le preghiere. Altre fonti individuano le origini in un monastero nel sud della Francia. Il nome tedesco “Brezel” può derivare anche da bracellus in latino (termine medievale per “braccialetto”) o bracchiola (“piccole armi”).
All’interno della Chiesa cattolica, i pretzel sono stati considerati come aventi un significato religioso per gli ingredienti e la forma. I pretzel realizzati con una ricetta semplice utilizzando solo farina e acqua si potevano mangiare durante la Quaresima,  quando era proibito ai cristiani di mangiare uova, strutto, o prodotti lattiero-caseari come latte e burro. Col passare del tempo, i pretzel si sono associati anche alla Pasqua. Erano nascosti nel mattino di Pasqua proprio come le uova.
Il pane pretzel, popolare nella Germania meridionale e nelle aree adiacenti di lingua tedesca, così come in alcune zone degli Stati Uniti, è ottenuto da farina di grano, acqua e lievito, di solito cosparsa di sale grosso. È relativamente morbido e fragile. Per evitare confusione con qualsiasi altro tipo di pretzel, i tedeschi chiamano questa varietà “Laugenbrezel” (liscivia pretzel) perché è immersa in una soluzione di soda caustica prima della cottura

Lo strudel

Lo strudel è un dolce molto diffuso in Germania, viene consumato sia a colazione che a merenda insieme ad una tazza di tè. 

Questo è un dolce che non presenta niente di nauseante, infatti è un dolce rustico, sano e gustoso in cui abbiamo un’ingrediente essenziale come le mele. L’esistenza nello strudel di un frutto così importante per l’alimentazione giornaliera, garantisce a questo dolce una notevole importanza e prevede nel suo ripieno altri prodotti gustosi come: uva sultanina, cannella, pinoli e pan grattato. Le origini di questo cibo sono riconducibili ad un dolce che viene ancora preparato in Turchia, chiamato la “baklavia”, quindi la sua provenienza è molto più a sud del Sudtirol. Questa associazione di gusto tra questi due dolci, deriva da un’invasione dei balcani ad opera dei Turchi intorno al XVI secolo, che proseguì fino alle soglie della Prima Guerra Mondiale, e durante questo periodo di dominio furono importati alcuni dei caratteri tipici della Turchia. Il territorio trentino, ricco di mele, ha adottato questo dolce modificandolo e aggiungendo la mela, permettendo di acquisire un gusto diverso e originale grazie a questa novità
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